C’era una volta, in un paese chiamato Leccornie , dove le case erano sacchetti, come quelli del pane, e gli abitanti si chiamavano Pop corn, una fata di nome Zulì. Lei era dolce con tutti e amava fluttuare nell’aria riuscendoci benissimo nonostante il suo corpicino fosse morbido e tondo, come un marshmallow. Zulì infatti, andava veloce tra i fiori e amava fare tante capriole scorrazzando tra i petali. Aveva un cuore sincero, questo la rendeva cosi agile e leggera.

A Leccornie abitava un mago dai capelli corvini e gli occhi senza luce, chiamato “Il secco”, perché era magro come uno stecchino da denti. Quando lo si vedeva girare nelle giornate ventose, non si riusciva a capire come il vento non se lo portasse via, tanto traballava di qua e di là. Eppure, nel suo cappotto, c’era qualcosa di strano. Le sue tasche sembravano piene di qualcosa. Forse sassi?! Ecco perché non volava via!

A Leccornie arrivò il giorno della “Prima”, una gran festa popolare in cui tutti i Pop corn si chiudevano in casa.

Zulì e Il secco quest’anno si sarebbero sfidati. “Chi vola più in alto!” gridò Il secco con fare spavaldo e voce orgogliosa, convinto com’era che le sue magie gli avrebbero permesso di volare più in alto.

Zulì, lo guardò, si girò, guardò il cielo e volò. Volò cosi veloce e in alto che Il secco non ebbe modo neanche di vederla partire. Lui invece, rimase a terrà, saltellando e ripentendosi parole come”bibidi popiti bibidi su, ssu ssu”. Ma niente! Rimaneva come un macigno attaccato al suolo. Provò e riprovò, ma niente! Nessuna magia avrebbe disciolto quei “sassi”.

Zulì, intanto, librava nell’aria, ed era cosi in alto che fece un salutino alla luna per poi ritornare giù. Mentre scendeva vide Il secco con una lunga fune in mano, che faceva volteggiare nell’aria, ma non fece in tempo ad accorgersene che era già intrappolata con entrambe le ali. “Ma perché?  – chiese Zulì piangendo – Cosa ti ho fatto?”

“Io non perdo mai. Se la mia forza non me lo permette – rispose il mago – uso la mia magia, ma non capisco come mai neanche i miei trucchetti questa volta mi abbiano aiutato. Quindi non mi rimane che l’astuzia. Ti imprigionerò in un castello, cosicché possano considerarti dispersa e io vincitore”.

E cosi fece: in un castello altissimo, circondato da burro grassoso che faceva scivolare chiunque. Solo una finestrella piccolissima le lasciava intravedere appena la luce. La lascio e andò via, senza accorgersi però che gli amici Pop corn di Zulì lo avevano visto e seguito. Allora tornarono subito a Leccornia, avvertirono tutti gli altri pop corn di quanto accaduto e decisero il da farsi.

Immediatamente tutti uscirono dai loro sacchetti, mettendosi l’uno sull’altro fecero un ponte, enorme, lunghissimo, che finiva proprio su quella piccola finestrella. Zuli vide i suoi piccoli amici e con gli occhi pieni di felicità si arrampicò e scivolando lungo il ponte arrivò a terra. Di nuovo a casa, felice, con le ali guarite. Pronta a volare di nuovo.

E Il secco? Beh lui umiliato e senza amici dicono sia andato verso il centro della terra, tanto il peso dei suoi “sassi” era cresciuto.

 

 

 

Il soggetto di questa Favola è della mia piccola. I suoi disegni e la sua fantasia.